about - Francesca Gernetti

Ero un dilettante, sono un dilettante, e ho intenzione di rimanere un dilettante. Per me un fotografo dilettante è colui che è innamorato di scattare foto, un'anima libera che può fotografare ciò che gli piace e che ama quello che fotografa.
Erwin Blumenfeld


# me (a photo-story to tell)

Tutte le storie hanno un inizio. Anche la mia storia fotografica ne ha uno che, come spesso accade, risale a molti anni fa… Ma io non ve la racconterò al solito modo (non amo le scelte comuni, nemmeno in questo).

Un giorno ho iniziato a "scattare fotografie". Poi, un giorno, ho iniziato a "fotografare". Non sono mai diventata fotografa professionista, ho scelto un'altra carriera, ma continuo a esprimermi con la fotografia e ne sono tuttora felice e appagata.
Ci sono giorni in cui sperimento uno stile o una tecnica di ripresa, giorni o anzi notti in cui elaboro le mie fotografie per creare ulteriori visioni. Giorni in cui mi arricchisco in un workshop. Giorni in cui curioso sul web, osservo una mostra o un libro fotografico, aperta alla contaminazione che spesso arriva anche da una sigla di film, da uno spot o un manifesto pubblicitario. Ho sempre tante idee in testa, anche più di quelle che ho modo di realizzare.
Ci sono giorni in cui gli scatti arrivano naturalmente l'uno dopo l'altro, già destinati a un progetto ben chiaro in mente, e giorni in cui fotografo solo per il piacere di fissare qualcosa che ho visto, e poi lascio lì gli scatti, in attesa di future ispirazioni. 

Un giorno, tanto tempo fa, ho scoperto che, se dalla pellicola fossi passata alle diapositive, avrei potuto sincronizzare le immagini con la musica per raccontare - a modo mio! - ciò che avevo visto in qualche posto. Mi piace molto raccontare, non solo con le parole. E continuo a farlo.
Un giorno sono passata dall'analogico al digitale: ho iniziato a coglierne le infinite potenzialità creative nella ripresa, nell'elaborazione e nei montaggi, assecondando così il mutare del mio sguardo su ciò che mi circonda e la mia stessa evoluzione. Ora la mia autorialità è definita, non è acerba come un tempo, ma in fondo, me ne rendo conto, le mie fotografie e le mie multivisioni sono sempre in qualche modo autobiografiche, appaiono cioè esattamente per come io sono quando le realizzo.


50+3 cose che dovreste (vorreste?) sapere su di me
Pronti? Via...


io e la fotografia in 20 parole (max 150 caratteri)
Affascinata dal colore, sedotta dal bianconero. Oscillo tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere.


io e la fotografia con 13 parole in più (max 350 caratteri)
Affascinata dal colore, sedotta dal bianconero, in continua esplorazione e sperimentazione degli estremi opposti della saturazione cromatica. Oscillo tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere, tra minimalismo e fotodinamismo. Spazio dall'immagine singola di ricerca alla multivisione artistica.


istituzionale breve in 3a persona
Appassionata del suo lavoro come consulente esperto di stampa e packaging, nella passione fotografica spazia dalle immagini singole di ricerca alla multivisione artistica, conseguendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. È socia attiva della Fiaf, dipartimento DiAF, e di Aidama.


istituzionale più o meno completo, sempre in 3a persona
Poliedrica. Eclettica. Versatile. Armonizza in sé opposte attitudini e in questo dualismo sente la propria identità: è infatti razionale, metodica, precisa, rigorosa… ma anche creativa, fantasiosa, estrosa… Mente e anima, l’una eredità logica dello studio del greco, l’altra espressione estetica di una formazione tra letteratura, teatro, arte. Il suo senso del ritmo viene dallo studio giovanile della danza classica e del pianoforte.

Appassionata del suo lavoro come consulente esperto di stampa e packaging, nella passione fotografica spazia dalle immagini singole di ricerca alla multivisione artistica, conseguendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. È socia attiva della Fiaf, dipartimento DiAF, e di Aidama.

Affascinata dal colore, sedotta dal bianconero, in continua esplorazione e sperimentazione di cromie ipersature o desaturate, oscilla tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere.
Dedita fin dall’analogico agli audiovisivi fotografici, per molto tempo con uno storytelling di viaggio e urbano già originale per trama e montaggio, ora esprime la sua autorialità videoartistica nei soggetti e nelle scelte musicali, nel ritmo della sincronizzazione, nella progettazione grafica delle dissolvenze e degli elementi visivi che interagiscono con le fotografie.


profilo analitico… in quasi 3.000 caratteri!!!
Poliedrica. Eclettica. Versatile. Nella vita privata, nell'attività professionale e nella passione fotografica sento la mia identità nel dualismo delle opposte attitudini che coesistono in me in feconda armonia: sono infatti razionale, metodica, precisa, rigorosa… ma anche creativa, fantasiosa, estrosa…
So da dove provengono, questi miei modi d’essere, e ne conosco gli intrecci. La mente pratica, la capacità d’analisi e di reperimento delle soluzioni sono l’eredità logica dello studio del greco, che però mi ha trasmesso anche la sensibilità per le sfumature di parole e concetti. Lo spirito artistico, il pensiero creativo, il sentimento del bello provengono da una formazione tra letteratura, teatro, arte, che però mi ha insegnato anche il valore dei canoni. L’autodisciplina e la determinazione all'obiettivo derivano dallo studio giovanile della danza classica e del pianoforte, a cui devo però anche il mio forte senso del ritmo e dell’armonia.

Ciò che mi ha formata è antico, classico, tradizionale, è un background che non dimentico e anzi continua a riaffiorare, ma la modernità mi appartiene parimenti, avendo io grande affinità con la tecnologia e i nuovi media, e la contemporaneità di continuo mi contamina e ispira con le sue immagini, i suoni, le parole…
Così, oggi, io sono l’evoluzione e il risultato di ciò che sono stata prima (quindi probabilmente l’anteprima di ciò che sarò in futuro), con la fortuna di poter fare ciò che mi appassiona. Il mio lavoro, per esempio, come consulente esperto di stampa e packaging, costruito di esperienza in esperienza dopo la laurea in lettere antiche. E la fotografia, approcciata con l’analogico e maturata nel digitale, in cui sempre più confluiscono e da cui trapelano i miei due modi d’essere, di sentire, di vedere, di esprimermi: la rigorosa precisione e la libera fantasia.

Poli opposti anche della mia personalità fotografica, quindi, che potrei descrivere così: affascinata dal colore, sedotta dal bianconero, in continua esplorazione e sperimentazione di cromie ipersature o desaturate, oscillo tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere, tra minimalismo e fotodinamismo, spaziando dalle immagini singole di ricerca alla multivisione artistica.

Quest’ultimo modo espressivo è in realtà il primo a cui mi sono appassionata fin dai tempi dei carousel di diapositive e delle centraline a impulsi, perché appaga la mia indole narrativa. Diaporama, audiovisivo, multivisione, videoarte… in fondo faccio da sempre la stessa cosa, raccontare: solo che all’inizio le mie storie, pur di fantasia, raccontavano di luoghi, cose e persone oggettivamente visibili e raffigurati, mentre ora è la soggettività del mio vedere fotografico a farsi mezzo narrativo di qualche mio pensiero da trasmettere agli altri.

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