Il cinema è un desiderio molto forte di coniugare l’immagine con il suono.
David Lynch


# me, myself and the av

Diaporama, audiovisivo, multivisione... questi termini definiscono l'evolversi del linguaggio artistico che fonde immagini e suoni in un movimento ritmico, ma rappresentano anche le tappe della mia evoluzione in una forma espressiva che mi è molto congeniale.

C'è tutto ciò che sono io, o quasi, nei miei audiovisivi.
La fotografiapassione immutata negli anni, sebbene negli anni il mio vedere fotografico sia molto cambiato.
La musica, altra forte attrazione di tutta la vita, percezione uditiva che diviene esperienza emotiva, ricordo, ispirazione.
Il mio senso del ritmo, la mia indole narrativa, la creatività grafica e l'estro cromatico, la sbrigliata fantasia insieme alla rigorosa precisione.

Genera in me sinergie mentali ed espressive, la multivisione.
Perché mi stimola a fotografare a tema, essendo ogni volta le immagini cercate e create appositamente per l'idea.
Perché mette in gioco la mia sensibilità musicale, memore del lungo studio della danza negli anni giovanili, che mi porta a immaginare i movimenti dei fotogrammi sulle note come fossero danzatori e a tradurre queste coreografie mentali in dissolvenze ritmiche.
Perché solletica il mio occhio grafico, che si esprime nell'utilizzo geometrico dello spazio visivo, nel design dei testi e nell'introduzione di elementi vettoriali statici o animati, mai però orpello estetico, ma contributo visivo alla comunicazione e all'identità dell'opera.
E perché, assecondando il mio pensiero stratificato, spesso accoglie la parola col suo potere attivo di aggiungere significati, portare idee, suggerire pensieri.


# digital av

Sono nata come autrice di AV nell'era analogica, ma è il digitale il vero mezzo e modo della mia creatività, il complice della mia evoluzione verso una riconosciuta autorialità tematica ed estetica.
Negli anni digitali sono passata nell'AV dal racconto di storie all'illustrazione di idee, dalla verosimiglianza all'individualità. All'inizio le mie storie erano sì di fantasia, ma narravano di persone e luoghi reali, oggettivamente visibili e raffigurati, ora invece racconto la soggettività del mio sguardo e dei miei pensieri.
La mia fotografia in pixel si è allontanata dal reportage di viaggio e urbano per esplorare ecletticamente opposte ricerche visuali: la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere, il minimalismo e il fotodinamismo, le saturazioni cromatiche e i bianconeri estremi.
E anche nel montaggio sono attratta dalla sperimentazione visiva, che cerco attraverso la fusione dialettica di immagini ed elementi grafici, l'utilizzo di simbologie cromatiche e figurative, la scelta di aspect ratio caratterizzanti e la ripartizione geometrica del formato immagine.

Mi sono anche cimentata con soddisfazione nell'interpretare, con una mia proposta audiovisiva, un progetto fotografico altrui. Ma ciò che più mi affascina è la globalità di un progetto tutto mio, in ogni elemento compositivo.
E anzi, sono fiera di essere totalmente self-made per soggetti, immagini e montaggi: cosa ancora abbastanza rara nella fotoamatorialità femminile.

giochi d'acqua e nebbia     2019 - fotografie Silvia Camporesi - montaggio: Francesca Gernetti

2020#CV     2020 - fotografie: web -  montaggio: Francesca Gernetti

trittico sperimentale     2020 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

kaleidoskopeo - vedere bello     2020/2021 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

woman with a (photo)camera     2021 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


Videoclip (ORO)
È la storia di un Tecnico della Color che, foto dopo foto, ora dopo ora davanti al monitor, s’innamora della protagonista di tutte quelle immagini, una Modella che gioca con i suoi grandi monili dorati. È quasi un'ossessione visiva, ormai, e nella sua testa continuano a riecheggiare le parole di Mango nella canzone “Oro” riprese da Guè Pequeno in “Bling Bling (Oro)”: «Per averti pagherei un milione anche più, anche l'ultima Marlboro darei perché tu sei oro». E così decide che l’Oro di quel tormentone vocale sarà la Base Musicale del suo Videoclip e che la dominante cromatica della sua color correction sarà Oro.
[formato 16:9]
2019 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


urban silhouettes
Un po’ videogioco, un po’ teatrino d’ombre: figure umane si muovono su piccoli scenari urbani.
Animazioni bi-dimensionali.
È come se una lente d’ingrandimento, scorrendo da lontano sul profilo di una città, avvicinasse allo sguardo ciò che l’anima dentro.
[formato iperpanoramico per maxi-schermo m 23x5]
2018 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


daiMIEIaiTUOI.occhi
Non potremo mai sapere come gli occhi di un altro vedono forme e colori, né possiamo immaginare cosa la mente di un altro suggerisce alla sua vista.
Possiamo solo provare a descrivere le immagini create dal nostro sguardo.
I miei occhi – verdi – vedono così...
[formato panoramico sperimentale]
2018 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


textu'expo
L’esperienza visiva di Expo Milano 2015 è “design” e “digital”: le architetture dei padiglioni, le installazioni video, gli spettacoli di luci, le tecnologie digitali dedicate a esperienze reali e virtuali… Un susseguirsi di colori, punti, linee, forme, trame, superfici che l’occhio grafico interpreta come textures.
2015 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


dieci piccoli aneddoti indiani
Una (in)solita India contemporanea e quotidiana per le strade di Delhi e Mumbai, strana, bizzarra, caotica, a volte simile al nostro vivere eppure tanto diversa, incredibilmente vera.
Uno storytelling con un punto di vista fotografico libero, scanzonato, curioso e divertito, cadenzato sull’esuberante ritmo della hindi film music.
2017 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


facce da jazz
Quante facce fanno gli artisti del jazz! Volti ispirati, tesi, divertiti... o vere e proprie smorfie!
Ma cosa rappresentano tutte quelle facce? Sono pura finzione scenica... o arrivano direttamente dall'anima?
Queste le domande di Patrizio Gianquintieri riguardando il suo infinito archivio sul jazz, sua grande passione musicale e fotografica. Ancora una volta, mi affida le sue immagini e le sue idee per renderle tutt’uno con la musica.
2014 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri


my jazz - immagini ed emozioni
Appassionato di jazz, appassionato di fotografia. Per anni Patrizio Gianquintieri lega l'una all'altra in una serie di scatti argentici che esprimono il "suo" modo di vedere il legame tra l’uomo e lo strumento, lo strumento e la musica, la musica e la fotografia. Quelle immagini diventano poi un libro, organizzato in capitoli tematici secondo varie emozioni di volta in volta introdotte da un testo evocativo.
La mia sfida è stata tradurre in audiovisivo la sequenza di foto scelta per il libro ed esprimere attraverso musiche e dissolvenze quelle atmosfere descritte a parole.
2009 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri


# analogic av (vs. digital)

Ricordo ancora i miei primi diaporami, faticosamente montati "a occhio" e "a orecchio" con centraline dagli impulsi rumorosi, audiocassette, proiettori e carousel di diapositive in una vaga anteprima tra le pareti domestiche, poi finalmente riprodotti al pubblico nella paura che qualcosa s'inceppasse, spezzando la magia del fluire sincronizzato di immagini e suoni.

In quegli anni era la fotografia a colorinell'altrove che visitavo, ad appagare la curiosità del mio sguardo. E negli audiovisivi confluivano mirabilmente le mie grandi passioni: la fotografia, appunto, la musica e la letteratura.
Ogni viaggio era occasione per scoprire nuove sonorità, tra cui trovare le suggestioni musicali più adatte alle mie narrazioni. Ma soprattutto, ognuno di quei viaggi era preparato, accompagnato e seguito dalla vorace lettura degli scrittori che di quel luogo avevano lasciato descrizioni immaginifiche, in modo da farmi contaminare da idee e visioni che si intrecciassero alle mie nello scatto fotografico e nella creazione di vere e proprie storie ambientate.

Nel frattempo il digitale, prima con i software di sincronizzazione e poi con le fotocamere, aveva iniziato non solo a semplificare tecnicamente la vita dei diaporamisti nel montaggio delle loro opere, ma a offrire sempre più possibilità creative alle loro progettazioni.
Ho subito colto l'occasione di riprendere i miei primi lavori e rimontarli in un file video che li conservasse per sempre, ma anche per iniziare ad assecondare la mia indole fantasiosa con nuovi temi e nuove modalità espressive. Non lo sapevo ancora, ma in quelle opere c'erano già in embrione gli elementi originali del mio futuro stile.

come in uno spot
"Ogni riferimento a marchi e pubblicità realmente esistenti è solo casuale. Tutti i riferimenti autobiografici sono voluti".
Facendo zapping in tv si capita su una certa "Rete Effe" nel momento del blocco pubblicitario: anticipazioni di prossimi programmi e réclame di prodotti. Ma per chi ben osserva, ogni marchio richiama in qualche modo il mio nome e ogni pubblicità si riferisce a miei interessi e passioni. Come in uno spot... di me stessa!
2006 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


aspettando pessoa
Quasi un corto, si ispira liberamente al romanzo "Requiem" di Antonio Tabucchi, che narra del suo incontro con il poeta portoghese Fernando Pessoa alla fine di una strana e interminabile giornata, trascorsa per le vie di una torrida Lisbona d'estate e costellata, nel frattempo, di colloqui con singolari personaggi.
La mia lunga attesa è molto simile alla sua tranne che nel finale: Tabucchi, traduttore e studioso di Pessoa, incontra davvero il suo amato poeta mentre io, semplice turista e fotografa di Lisbona, alla fine lo trovo ma...
2004 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


viaggio nei colori
Si può essere “turisti” o “viaggiatori”. Fotografare uno per uno, con inesauribile curiosità, i mille colori del Marocco spagnolo mi ha fatto cogliere l’essenza della gente che vi abita. Scoprendo poi un'affinità di visione con gli antichi viaggiatori di quei luoghi, pur nel mutare del tempo: le mie immagini si mescolano agli acquerelli di Delacroix e a foto d'epoca, nelle parole autografe che descrivono il mio vissuto risuonano i resoconti di viaggio di Pierre Loti, Edith Wharton e Paul Bowles.
2003 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


il pontile
Prima opera in dissolvenza, è la più legata al descrittivismo di viaggio, pur concentrandosi solo su un piccolo spazio di un preciso luogo.
Le immagini presentate nell’AV insieme ad alcuni brani di musica locale e a un testo autografo, recitato da una voce fuori campo, propongono scene di vita quotidiana attorno al pontile di Santa Maria, piccolo villaggio di pescatori dell'isola di Sal, nell'arcipelago di Capo Verde.
2002 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

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