about - Francesca Gernetti

Ero un dilettante, sono un dilettante, e ho intenzione di rimanere un dilettante. Per me un fotografo dilettante è colui che è innamorato di scattare foto, un'anima libera che può fotografare ciò che gli piace e che ama quello che fotografa.
Erwin Blumenfeld


Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.
Albert Einstein


# me _ a photo-story to tell

La mia prima fotografia? Beh... il giorno che sono nata! Ma no, non in quel senso... Eh, già!
In realtà non ricordo quando ho scattato la mia prima fotografia. Forse quando ho ricevuto una Kodak in regalo per la mia Prima Comunione.
Da allora ho scattato molte fotografie e in molte sono stata ritratta durante viaggi, vacanze, ricorrenze e momenti quotidiani. Le une e le altre, tutte ordinatamente raccolte in album che raccontano la mia vita in era analogica nel variare dei formati e dei colori di stampa. Ma questa è una dimensione privata della fotografia, di grande valore affettivo ma nessun interesse artistico.

Lo "scattare fotografie" ha iniziato a divenire "fotografare" con un altro regalo, questa volta per la Laurea: una reflex Nikon, che mi ha accompagnata con negativi e diapositive fino al digitale.
Certo, fotografa "vera" non sono mai diventata: le mie scelte professionali sono partite dagli studi umanistici per indirizzarsi alla comunicazione cartacea, spaziando tra contenuto e forma, tra editoria, grafica, stampa e packaging. Però la fotografia, pur rimanendo passione amatoriale, è divenuta un'attività sempre più seriamente praticata.

Il mio primo orizzonte è stato a colori e nell'altrove che visitavo. Ho presto capito che i veri viaggiatori e i veri fotoreporter avevano ben altre possibilità di conoscere e registrare luoghi e persone, però la fotografia di viaggio appagava ugualmente la curiosità del mio sguardo e solleticava la mia indole narrativa, a sua volta stimolata dalla lettura di autori che avessero scritto parole immaginifiche sulle mie mete.
Complice anche l'amore per la musica, compagna del mio quotidiano ed esplorata ogni volta nelle sonorità dei compositori locali, ho trovato congeniale la forma espressiva degli audiovisivi fotografici, che nei primi lavori erano storie di fantasia ambientate nei luoghi del mio viaggiare.

Gli audiovisivi mi hanno portata dalla pellicola alla diapositiva e poi da questa al digitale. Subito entusiasta dei software per il montaggio, cui offrivano notevoli semplificazioni tecniche e crescenti potenzialità creative, sono passata presto al digitale anche nella ripresa, che potevo controllare meglio in fase di scatto e supportare con un maggior numero di immagini utili alla sincronizzazione audiovisiva.

L'evoluzione del digitale ha stimolato la mia voglia di fotografare, la curiosità di guardarmi intorno sempre più spesso e sempre più vicino ai luoghi quotidiani, il desiderio di sperimentare tecniche di ripresa e linguaggi fotografici. Il digitale è uno strumento d'espressione della mia creatività grafica e cromatica, in ripresa e in postproduzione.

Autodidatta e fortunatamente sorretta da doti native, ho sentito il bisogno di crescere attraverso letture portfolio, corsi e workshop, passando nel frattempo dalla fotografia di viaggio a nuovi ambiti di indagine ed espressione, il reportage prima e poi la street photography. Più recente l'attrazione per la rappresentazione geometrica della realtà.
Il mio gusto cromatico si è evoluto fino alle estreme gradazioni, la saturazione e la desaturazione. E ho iniziato a vedere in bianconero.

Stimolo importante alla mia evoluzione sono stati anche lo studio dei fotografi storici e l'osservazione di quelli contemporanei: libri, riviste, mostre, social... la curiosità è sempre e sempre più il mio motore interno. Mi piace farmi contaminare per poi esprimermi con la mia personalità.
E cerco di tenere sempre allenato l'occhio grafico e di esercitare l'elasticità mentale partecipando a fotomaratone e svolgendo reportage di eventi anche su commissione.

Agli audiovisivi, in cui centinaia di immagini esprimono un'idea nella sincronizzazione con la colonna sonora, alterno ora altre forme d'espressione: la sequenza narrativa delle immagini di una mostra, la sintesi di un portfolio, la concisione comunicativa di un scatto singolo.
E per ogni idea, per ogni progetto, per ogni curiosità visiva c'è la fotocamera più adatta: reflex Nikon, compatta Fujifilm, Polaroid, pellicola Diana, smartphone...

Fotografo ora? Credo proprio di sì...

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