Il cinema è un desiderio molto forte di coniugare l’immagine con il suono.
David Lynch


# me, myself and the av

Immagine, colore, parola, grafica, ritmo, fantasia, sperimentazione: è il mio modo di esprimermi negli audiovisivi, la mia identità, il mio stile. Lo è sempre stato in fondo, fin dall'inizio, anche se più acerbo allora, mentre ora è ben consapevole. Mi ci riconosco e ormai mi fa riconoscere.


analog-to-digital

Si chiamavano diaporami quando ho scoperto questa meravigliosa arte di sincronizzare immagini e suoni per raccontare qualcosa, allora perlopiù viaggi in terre lontane. Ebbene sì, ho iniziato con l'analogico, con le diapositive, i carousel, le musicassette e le centraline a impulsi. Solo due proiettori per le mie semplici dissolvenze incrociate (quelli bravi ne usavano almeno tre, moltiplicando il fascino della visione), due proiettori mi bastavano per unire fotografie, musica e parlato nel racconto sì di un luogo, ma a modo mio, con tutti quei richiami letterari e artistici che mi avevano ispirata nel ritrarlo.

Poi è arrivato il digitale e per gli audiovisivi è iniziata la possibilità di variare sempre più gli effetti visivi del montaggio, e non solo. La mia fantasia creativa ne ha subito approfittato per esplorare nuovi soggetti e nuove modalità formali, in un'evoluzione che mi ha portata fin qui e chissà dove in futuro.
Sperimento con l'aspect ratio, con il ritmo e il movimento delle immagini, con effetti cromatici o maschere di luci e ombre, con l'integrazione di fotografia, grafica vettoriale, testo, illustrazione e video... Nulla è mai lì per caso, niente è solo preziosismo estetico o tecnicismo, tutto è lì per contribuire all'espressione dell'idea.
Ora non racconto più, o quasi, di luoghi reali e oggettivi, ma narro la soggettività dei miei pensieri e del mio sguardo, esplorando la prossimità. Narrazione, sì, sempre, minuziosamente studiata nella definizione dei soggetti e attentamente costruita attraverso tutti gli elementi visivi e sonori e drammaturgici delle mie opere.
Mi ci vuole sempre tanto tempo per crearle, ma mi diverto molto nel farlo e ci sento tutta me stessa. Gli audiovisivi sono la mia personalità.

Untitled photo

giochi d'acqua e nebbia     2019 - fotografie Silvia Camporesi - montaggio: Francesca Gernetti

2020#CV     2020 - fotografie: web -  montaggio: Francesca Gernetti

trittico sperimentale     2020 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

kaleidoskopeo - vedere bello     2020/2021 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

woman with a (photo)camera     2021 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


Videoclip (ORO)
È la storia di un Tecnico della Color che, foto dopo foto, ora dopo ora davanti al monitor, s’innamora della protagonista di tutte quelle immagini, una Modella che gioca con i suoi grandi monili dorati. È quasi un'ossessione visiva, ormai, e nella sua testa continuano a riecheggiare le parole di Mango nella canzone “Oro” riprese da Guè Pequeno in “Bling Bling (Oro)”: «Per averti pagherei un milione anche più, anche l'ultima Marlboro darei perché tu sei oro». E così decide che l’Oro di quel tormentone vocale sarà la Base Musicale del suo Videoclip e che la dominante cromatica della sua color correction sarà Oro.
[formato 16:9]
2019 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


urban silhouettes
Un po’ videogioco, un po’ teatrino d’ombre: figure umane si muovono su piccoli scenari urbani.
Animazioni bi-dimensionali.
È come se una lente d’ingrandimento, scorrendo da lontano sul profilo di una città, avvicinasse allo sguardo ciò che l’anima dentro.
[formato iperpanoramico per maxi-schermo m 23x5]
2018 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


daiMIEIaiTUOI.occhi
Non potremo mai sapere come gli occhi di un altro vedono forme e colori, né possiamo immaginare cosa la mente di un altro suggerisce alla sua vista.
Possiamo solo provare a descrivere le immagini create dal nostro sguardo.
I miei occhi – verdi – vedono così...
[formato panoramico sperimentale]
2018 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


textu'expo
L’esperienza visiva di Expo Milano 2015 è “design” e “digital”: le architetture dei padiglioni, le installazioni video, gli spettacoli di luci, le tecnologie digitali dedicate a esperienze reali e virtuali… Un susseguirsi di colori, punti, linee, forme, trame, superfici che l’occhio grafico interpreta come textures.
2015 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


dieci piccoli aneddoti indiani
Una (in)solita India contemporanea e quotidiana per le strade di Delhi e Mumbai, strana, bizzarra, caotica, a volte simile al nostro vivere eppure tanto diversa, incredibilmente vera.
Uno storytelling con un punto di vista fotografico libero, scanzonato, curioso e divertito, cadenzato sull’esuberante ritmo della hindi film music.
2017 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


facce da jazz
Quante facce fanno gli artisti del jazz! Volti ispirati, tesi, divertiti... o vere e proprie smorfie!
Ma cosa rappresentano tutte quelle facce? Sono pura finzione scenica... o arrivano direttamente dall'anima?
Queste le domande di Patrizio Gianquintieri riguardando il suo infinito archivio sul jazz, sua grande passione musicale e fotografica. Ancora una volta, mi affida le sue immagini e le sue idee per renderle tutt’uno con la musica.
2014 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri


my jazz - immagini ed emozioni
Appassionato di jazz, appassionato di fotografia. Per anni Patrizio Gianquintieri lega l'una all'altra in una serie di scatti argentici che esprimono il "suo" modo di vedere il legame tra l’uomo e lo strumento, lo strumento e la musica, la musica e la fotografia. Quelle immagini diventano poi un libro, organizzato in capitoli tematici secondo varie emozioni di volta in volta introdotte da un testo evocativo.
La mia sfida è stata tradurre in audiovisivo la sequenza di foto scelta per il libro ed esprimere attraverso musiche e dissolvenze quelle atmosfere descritte a parole.
2009 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri


come in uno spot
"Ogni riferimento a marchi e pubblicità realmente esistenti è solo casuale. Tutti i riferimenti autobiografici sono voluti".
Facendo zapping in tv si capita su una certa "Rete Effe" nel momento del blocco pubblicitario: anticipazioni di prossimi programmi e réclame di prodotti. Ma per chi ben osserva, ogni marchio richiama in qualche modo il mio nome e ogni pubblicità si riferisce a miei interessi e passioni. Come in uno spot... di me stessa!
2006 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


aspettando pessoa
Quasi un corto, si ispira liberamente al romanzo "Requiem" di Antonio Tabucchi, che narra del suo incontro con il poeta portoghese Fernando Pessoa alla fine di una strana e interminabile giornata, trascorsa per le vie di una torrida Lisbona d'estate e costellata, nel frattempo, di colloqui con singolari personaggi.
La mia lunga attesa è molto simile alla sua tranne che nel finale: Tabucchi, traduttore e studioso di Pessoa, incontra davvero il suo amato poeta mentre io, semplice turista e fotografa di Lisbona, alla fine lo trovo ma...
2004 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


viaggio nei colori
Si può essere “turisti” o “viaggiatori”. Fotografare uno per uno, con inesauribile curiosità, i mille colori del Marocco spagnolo mi ha fatto cogliere l’essenza della gente che vi abita. Scoprendo poi un'affinità di visione con gli antichi viaggiatori di quei luoghi, pur nel mutare del tempo: le mie immagini si mescolano agli acquerelli di Delacroix e a foto d'epoca, nelle parole autografe che descrivono il mio vissuto risuonano i resoconti di viaggio di Pierre Loti, Edith Wharton e Paul Bowles.
2003 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


il pontile
Prima opera in dissolvenza, è la più legata al descrittivismo di viaggio, pur concentrandosi solo su un piccolo spazio di un preciso luogo.
Le immagini presentate nell’AV insieme ad alcuni brani di musica locale e a un testo autografo, recitato da una voce fuori campo, propongono scene di vita quotidiana attorno al pontile di Santa Maria, piccolo villaggio di pescatori dell'isola di Sal, nell'arcipelago di Capo Verde.
2002 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

Powered by SmugMug Owner Log In