videos - Francesca Gernetti

Il cinema è un desiderio molto forte di coniugare l’immagine con il suono.
David Lynch


# digital av

Audiovisivi, diaporami, multivisioni: la sincronizzazione di immagini su una colonna sonora è una forma di espressione artistica che mi è molto congeniale.
Perché è fatta di fotografie, che amo scattare soprattutto se a progetto. Una passione immutata negli anni, sebbene siano cambiati nel tempo il cosa e il come del mio vedere fotografico.
Perché interpreta la mia indole narrativa e perché esprime la mia creatività grafica e cromatica.
Perché mette in gioco la mia sensibilità musicale non solo nella scelta della colonna sonora, ma anche nella sincronizzazione: il lungo studio della danza negli anni giovanili mi porta, durante il montaggio, a vedere i movimenti che le immagini possono compiere sulle note e a tradurre queste coreografie in dissolvenze.

Preferisco scattare immagini per progetti già definiti, anziché progettare av su scatti già realizzati.
E sono fiera di essere totalmente self-made per soggetti, immagini e montaggi: cosa ancora abbastanza rara nella fotoamatorialità femminile.
Mi sono anche cimentata nell'interpretare con una mia proposta audiovisiva un progetto fotografico altrui: esperienza molto interessante per me, e molto appagante vista la piena soddisfazione della mia committenza (e del suo pubblico).

textu'expo
L’esperienza visiva di Expo Milano 2015 è “design” e “digital”: le architetture dei padiglioni, le installazioni video, gli spettacoli di luci, le tecnologie digitali dedicate a esperienze reali e virtuali… Un susseguirsi di colori, punti, linee, forme, trame, superfici che l’occhio grafico interpreta come textures.
2015 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


facce da jazz
Quante facce fanno gli artisti del jazz!
Volti ispirati, tesi, divertiti... o vere e proprie smorfie!
Ma cosa rappresentano tutte quelle facce?
Sono pura finzione scenica... o arrivano direttamente dall'anima?
2014 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri


my jazz - immagini ed emozioni
Appassionato di jazz, appassionato di fotografia. Per anni Patrizio lega l'una all'altra in una serie di scatti argentici che esprimono il "suo" modo di vedere il legame tra l’uomo e lo strumento, lo strumento e la musica, la musica e la fotografia. Quelle immagini diventano poi un libro, organizzato in capitoli tematici secondo varie emozioni di volta in volta introdotte da un testo evocativo.
La "mia" sfida è stata tradurre in audiovisivo la sequenza di foto scelta per il libro ed esprimere attraverso musiche e dissolvenze quelle atmosfere descritte a parole.
2009 - montaggio: Francesca Gernetti - fotografie: Patrizio Gianquintieri

# analogic av (vs. digital)

Ricordo ancora i miei primi audiovisivi, faticosamente montati "a occhio" e "a orecchio" con centraline e carousel di diapositive cercando di registrare impulsi esatti per i proiettori in una vaga anteprima tra le pareti domestiche, poi finalmente riprodotti al pubblico nella paura che qualcosa s'inceppasse, spezzando la magia del fluire sincronizzato di immagini e suoni.

In quegli anni era la fotografia a colorinell'altrove che visitavo, ad appagare la curiosità del mio sguardo. E gli audiovisivi mi consentivano di far interagire le mie grandi passioni: la fotografia, appunto, la letteratura e la musica.
Perché ogni viaggio era preparato, accompagnato e seguito dalla vorace lettura degli scrittori che di quel luogo avevano lasciato descrizioni immaginifiche, in modo da farmi contaminare da idee e visioni che si intrecciassero alle mie nello scatto fotografico e nella creazione di vere e proprie storie, originali nello sviluppo ma fortemente legate a quei riferimenti letterari.
E ognuno di quei viaggi era occasione per cercare e ascoltare nuove sonorità, tra cui trovare le suggestioni musicali più adatte ai miei racconti.

Nel frattempo il digitale aveva portato ai diaporamisti i vantaggi di software che semplificavano tecnicamente il montaggio degli av e offrivano sempre più possibilità creative alla progettazione.
Ho subito colto l'occasione di riprendere i miei primi lavori e rimontarli in un file video che li conservasse per sempre, ma anche per iniziare ad assecondare con nuovi progetti la mia fantasia creativa, bisognosa di esprimersi con originalità nei soggetti e nella grafica.

come in uno spot
"Ogni riferimento a marchi e pubblicità realmente esistenti è solo casuale. Tutti i riferimenti autobiografici sono voluti".
Facendo zapping in tv si capita su una certa "Rete Effe" nel momento del blocco pubblicitario: anticipazioni di prossimi programmi e réclame di prodotti. Ma per chi ben osserva, ogni marchio richiama in qualche modo il mio nome e ogni pubblicità si riferisce a miei interessi e passioni. Come in uno spot... di me stessa!
2006 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


aspettando pessoa
Quasi un corto, si ispira liberamente al romanzo "Requiem" di Antonio Tabucchi, che narra del suo incontro con il poeta portoghese Fernando Pessoa alla fine di una strana e interminabile giornata, trascorsa per le vie di una torrida Lisbona d'estate e costellata, nel frattempo, di colloqui con singolari personaggi.
La mia lunga attesa è molto simile alla sua tranne che nel finale: Tabucchi, traduttore e studioso di Pessoa, incontra davvero il suo amato poeta mentre io, semplice turista e fotografa di Lisbona, alla fine lo trovo ma...
2004 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti


viaggio nei colori
Si può essere “turisti” o “viaggiatori”. Fotografare uno per uno, con inesauribile curiosità, i mille colori del Marocco spagnolo mi ha fatto cogliere l’essenza della gente che vi abita. Scoprendo poi un'affinità di visione con gli antichi viaggiatori di quei luoghi, pur nel mutare del tempo: le mie immagini si mescolano agli acquerelli di Delacroix e a foto d'epoca, nelle parole autografe che descrivono il mio vissuto risuonano i resoconti di viaggio di Pierre Loti, Edith Wharton e Paul Bowles.
2003 - fotografie e montaggio: Francesca Gernetti

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